Testimonianza 1
Con la maestra Ang Gey Pin inizieremo il prossimo anno un seminario sul Tai chi e sulla voce, come avete visto nei nostri vari post!! UN OTTIMO INIZIO!!
Grazie a tutti coloro che mossi da curiosità e affidandosi alle testimonianze di chi, come me, ha già avuto modo di conoscere il suo stupendo lavoro!!
Una mia breve testimonianza sul Tai Chi, nata dalla richiesta dell’antropologa e attrice Caroline Gatt che ci chiese di scrivere in un flusso unico il nostro punto di vista su questa pratica con Hong Yibing, Gennaio 2017 !!
AUGURIII A TUTTI! Vi aspettiamo!
“Il Tai Chi è un’esperienza incredibile. Come se sentissi, mi sentissi MICROCOSMO e MACROCOSMO insieme.
Come se fossi io il motore ma allo stesso tempo mi sento mossa. Quando Gey Pin entra nei dettagli (polsi, gambe, altezza del busto) e ci invita a cambiare di poco il nostro stare, io sento dentro di me come se il mio cervello cambiasse postura. Come se qualcosa cambiasse, si riassettasse nella mia testa. E sento che il mio corpo diventa subito pieno di energia, che probabilmente si libera, liberando, sbloccando il corpo in alcuni punti, il corpo libera energia. Mi è stato detto che nell’eseguire la sequenza mancano cerchi. Passo rigidamente da una cosa all’altra e così vedo che è anche nella mia vita ancora. Passo da una cosa all’altra forse ancora rigidamente. Quindi il mio compito è iniziare a fare cerchi nel Tai Chi, come nella vita. Cerchio vuol dire che la via per arrivare da un punto all’altra è morbida, è nel respiro di una curva.
Il mio cognome è NETTO. Tutto forse parte anche un po’ da lì. Tutto per me, quel che mi è stato insegnato, è NETTO, tagliato con l’accetta come mi ha fatto notare un mio amico.
Forse per questo amo il Tai chi eseguito da Gey Pin, perché imparandolo bene posso imparare di nuovo a muovermi con armonia e dolcezza nella vita. A scoprire durante il giorno le mie transizioni, fatte di curve.
Ora mi viene in mente quando facevo la babysitter a un bimbo vivissimo e giocavamo a costruire un treno di legno, con le rotaie. Io volevo fargliene uno con tutte curve, ma non ce n’erano abbastanza. Ecco allora domani farò di nuovo il Tai chi e penserò a quel treno che non son riuscita a costruire, farò un Tai Chi pieno di curve”.
~ Francesca Netto, Attrice/Trainer (un partecipante di workshop con Gey Pin Ang dal 2011)
Testimonianza 2
“Dopo aver lavorato con Ang per una masterclass di una settimana nel 2007, sapevo che lavorare con lei era il mio modo di fare come attore e artista. Dalla formazione alla scuola di teatro, dove tai chi faceva parte del programma, ho continuato a cercare di combinare la formazione nel tai chi con l’arte dell’attore. Ha a che fare con il flusso, con il movimento continuo, con le intenzioni di interconnessione, l’attenzione ai dettagli, e il momento, senza essere statico o bloccato. Si tratta della formazione del corpo e della mente, con vuoto e pieno, rinnovamento dell’attenzione, e l’apertura dei canali interni, al flusso. Il lavoro di Gey Pin Ang ha a che fare con questo flusso.”
~ Garth Williams, un praticante di teatro, film e tai chi (un partecipante di workshop con Gey Pin Ang dal 2007)
Testimonianza 3
Il gioco dietro la forma
“Per più di 10 anni ho praticato arti marziali, ma non avevo mai provato il Tai Chi in vita mia. Anzi, lo reputavo anche vagamente noioso. Lento, formale, in un certo senso superficiale.
Nel gruppo di lavoro di Wandering.Birds, quasi ogni mattina di un giorno di lavoro si apre con una sessione di Tai Chi. Ma è il modo di praticarlo ciò che mi colpisce. Le forme compaiono, affiorano, in un gioco collettivo il cui scopo sembra tutto, tranne che praticare il Tai Chi. L’invito di Gey Pin è sempre a cercare di sprofondare nella forma, riempirla e seguirla con il centro del corpo. La forma, inoltre, non deve essere eseguita in quanto simulazione: l’invito è a lasciar risuonare la forma nell’hic et nunc del corpo, nel corpo che attualmente la sta eseguendo, lasciando evocare sfumature, piccoli dettagli sempre nuovi, che permettano di guidarne l’esecuzione. La sensazione, seguendo il leader che guida la struttura, è sempre di più per me quella di “ascoltare” la forma, più che eseguirla. Il messaggio che mi arriva da questo ascolto è paradossale: il Tai Chi mi racconta sempre qualcosa che riguarda il mio corpo. Il trovare la spontaneità, la vita all’interno di una struttura data, l’ho sempre provata chiaramente sulla mia pelle in queste sessioni mattutine. E il risultato personale è sempre stato quello di sentire una lontana voce asiatica che mi racconta qualcosa di me: mi dice qualcosa sul mio corpo, sulle mie radici, sulla continuità, sull’ascoltare e sul ricevere.”
~ Riccardo Brunetti, PhD, psicologo sperimentale e trainer teatrale. (ha lavorato in collaborazione con Gey Pin Ang nel 2006-2011)
Testimonianza 4
” Il seminario Sourcing Within e ‘ stata un’esperienza davvero notevole per me. Come musicista classico, non ho mai avuto la possibilita ‘ di collegare la mia voce e le mie idee musicali con ogni parte del mio corpo, mente e anima. Collegare la pratica tai-chi con la musica tradizionale o improvvisata e il discorso mi ha fatto esplorare la mia creatività e crescere sia come artista che come persona. Un lavoro molto intenso sul corpo e la mente, così come la connessione con il suono nello spazio, altri partecipanti e Gey Pin, mi ha dato il super-potere per aprire alcune nuove porte nella mia (artistico) vita e sentire la mia voce e il mio corpo in un modo completamente diverso. Questo è il motivo per cui raccomando caldamente questo workshop a tutti coloro che sono interessati alla crescita, alla connessione e alla ricerca dell’essenza della musica e della presenza nel mondo, che spesso offre il contrario. Grazie, Gey Pin!”
~ Ana Čorić, Insegnante di musica / assistente del Dipartimento dell’educazione musicale, Accademia di musica, Università di Zagabria (partecipante per la prima volta al workshop con Gey Pin Ang in Zagabria 2017)
crediti fotografici: Silvia Dogan / Nickolai D. Nicklov / Sourcing Within











